galleria gentili

Nella corte
Site specific project | Galleria Gentili, Firenze




16 Dicembre 2017
Inaugurazione: 16 Dicembre, 18:30


Panca di via è una interpretazione della panca esterna dei palazzi rinascimentali fiorentini che propone una riflessione sulle forme di generosità e di egoismo dell’architettura.

Elemento di mezzo tra privato e pubblico, tra arredo urbano e monumento al potere, la Panca di via è un luogo di limite, un modo preciso di sostare che racconta le relazioni tra dentro e fuori urbano, tra mio e nostro.

Rielaborando la Panca di via all’interno del cortile della Galleria Gentili riproduciamo questo limite in un contesto intimo che invita ad aggiungere al gesto della sosta urbana quello della lettura. La panca si regge su due teche di vetro che custodiscono una piccola biblioteca di testi sulle forme e sulle idee attraverso cui l’architettura ha espresso la sua generosità o il suo egoismo.

I testi compongono un discorso corale o forse riproducono una chiacchierata frugale urbana sulle opportunità che l’architettura offre nello spazio pubblico quando cede o nega qualcosa verso gli altri.

Panca di via ripete così la funzione di dispositivo di attesa e di dialogo, e propone all’osservatore di fruire l’intervento attraverso una postura che racconta come le forme dell’architettura siano esiti della visione politica delle città, in grado di produrre imprevedibilità, emozioni, relazioni sociali, di definire riconoscimento o distanze.


- Breve bibliografia sulla generosità e egoismo dell'architettura -

AA VV. (2014). Roma Interrotta. Milano: Johan & Levi;
Aureli Pier Vittorio (2016). Il progetto dell'autonomia. Politica e architettura dentro e contro il capitalismo. Macerata: Quodlibet;
Bignardi M., Lacagnina D., Mantovani P. (a cura di) (2008). Cantiere Gibellina. Una ricerca sul campo. Roma: Artemide;
Bocchi F., Smurra R. (a cura di) (2017). I portici di Bologna nel contesto europeo. Bologna: Luca Sossella Editore
Bodei Silvia (2014). Le Corbusier e Olivetti. Macerata: Quodlibet;
Campitelli Alberta (a cura di) (2004). Villa Borghese. Storia e gestione. Atti del Convegno internazionale di studi (Roma, 19-21 giugno 2003). Milano:Skira;
Colomina B., Wigley M. (2014). Are We Human? Notes on an Archaeology of Design. Baden: Lars Muller Publishers;
De Carlo Giancarlo (2015). L'architettura della partecipazione. Macerata: Quodlibet;
Dehaene M., De Cauter L. (a cura di) (2015). Heterotopia and the City: Public Space in a Postcivil Society. New York: Routledge;
Eisenmann Peter (2014). Inside Out. Macerata: Quodlibet;
Friedman Yona (2017). Tetti. Macerata: Quodlibet;
La Cecla Franco (2008). Contro l’architettura. Torino: Bollati Boringhieri;
La Ferla Mario (2004). Te la do io Brasilia. La ricostruzione incompiuta di Gibellina nel racconto di un giornalista-detective. Roma: Stampa Alternativa;
Lambert P., Bergdoll B. (2013). Buinding Seagram. New Haven: Yale University Press;
Lui A., Urbonas G., Freeman L. (a cura di) (2017). Public space? Lost and found. Cambridge: MIT Press;
Maldonado T., Obrist H. U. (2015). Arte e artefatti. Milano: Feltrinelli;
Mantovani Fabio (2017). Cento case popolari. Macerata: Quodlibet;
Michelucci Giovanni (2011). Brunelleschi Mago. Napoli: Medusa Edizioni;
Molinari Luca (2016). Le case che siamo. Roma: Nottetempo;
Monica Luca (2008). Gallaratese Corviale Zen. I confini della città moderna disegni di progetto degli studi Aymonino, Fiorentino, Gregotti. Parma: Festival Architettura;
Pallasmaa J. (a cura di Fratta M., Zambelli M.) (2011). Lampi di pensiero. Bologna: Pendragon;
Pomodoro Sabrina (2012). Spazi del consumo. Shopping center, aeroporti, stazioni, temporary store e altri luoghi transitori della vita contemporanea. Milano: Franco Angeli;
Sudjic Deyan (2012). Architettura e potere. Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo. Milano: Feltrinelli;
Zevi Bruno (1974). Il linguaggio moderno dell’architettura. Torino: Einaudi.

Inside the courtyard
Site specific project | Galleria Gentili, Firenze




December 16, 2017
Opening: December 16, 18:30


Panca di via (Street bench) is an interpretation of the benches on the exterior of Florentine Renaissance palaces. It offers a reflection on the forms of generosity and selfishness in architecture.

An element that lies halfway between private and public, between urban furniture and a monument to power, the Panca di via is a place of limits, a precise resting place that recounts the relationship between the inside and outside, between mine and ours.

By re-elaborating the Panca di via inside the courtyard of the Galleria Gentili, we reproduce this limit in an intimate context that invites us to add the gesture of reading to the gesture of the urban resting place. The bench is supported by two glass cases that hold a small library of works on the forms and ideas through which architecture has expressed its generosity or selfishness.

The texts create a choral discourse or perhaps reproduces a frugal urban chat about the opportunities that architecture offers in public spaces when it cedes or denies something to others.

In this way, Panca di via repeats the function of a device for waiting and dialogue. It proposes that the observer use the work through a posture that recounts how forms of architecture are outcomes of the political vision of the city, capable of producing unpredictability, emotions, social relationships, and defining recognition or distances.


- Brief bibliography on the architecture's generosity and egoism -

AA VV. (2014). Roma Interrotta. Milano: Johan & Levi;
Aureli Pier Vittorio (2016). Il progetto dell'autonomia. Politica e architettura dentro e contro il capitalismo. Macerata: Quodlibet;
Bignardi M., Lacagnina D., Mantovani P. (a cura di) (2008). Cantiere Gibellina. Una ricerca sul campo. Roma: Artemide;
Bocchi F., Smurra R. (a cura di) (2017). I portici di Bologna nel contesto europeo. Bologna: Luca Sossella Editore
Bodei Silvia (2014). Le Corbusier e Olivetti. Macerata: Quodlibet;
Campitelli Alberta (a cura di) (2004). Villa Borghese. Storia e gestione. Atti del Convegno internazionale di studi (Roma, 19-21 giugno 2003). Milano:Skira;
Colomina B., Wigley M. (2014). Are We Human? Notes on an Archaeology of Design. Baden: Lars Muller Publishers;
De Carlo Giancarlo (2015). L'architettura della partecipazione. Macerata: Quodlibet;
Dehaene M., De Cauter L. (a cura di) (2015). Heterotopia and the City: Public Space in a Postcivil Society. New York: Routledge;
Eisenmann Peter (2014). Inside Out. Macerata: Quodlibet;
Friedman Yona (2017). Tetti. Macerata: Quodlibet;
La Cecla Franco (2008). Contro l’architettura. Torino: Bollati Boringhieri;
La Ferla Mario (2004). Te la do io Brasilia. La ricostruzione incompiuta di Gibellina nel racconto di un giornalista-detective. Roma: Stampa Alternativa;
Lambert P., Bergdoll B. (2013). Buinding Seagram. New Haven: Yale University Press;
Lui A., Urbonas G., Freeman L. (a cura di) (2017). Public space? Lost and found. Cambridge: MIT Press;
Maldonado T., Obrist H. U. (2015). Arte e artefatti. Milano: Feltrinelli;
Mantovani Fabio (2017). Cento case popolari. Macerata: Quodlibet;
Michelucci Giovanni (2011). Brunelleschi Mago. Napoli: Medusa Edizioni;
Molinari Luca (2016). Le case che siamo. Roma: Nottetempo;
Monica Luca (2008). Gallaratese Corviale Zen. I confini della città moderna disegni di progetto degli studi Aymonino, Fiorentino, Gregotti. Parma: Festival Architettura;
Pallasmaa J. (a cura di Fratta M., Zambelli M.) (2011). Lampi di pensiero. Bologna: Pendragon;
Pomodoro Sabrina (2012). Spazi del consumo. Shopping center, aeroporti, stazioni, temporary store e altri luoghi transitori della vita contemporanea. Milano: Franco Angeli;
Sudjic Deyan (2012). Architettura e potere. Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo. Milano: Feltrinelli;
Zevi Bruno (1974). Il linguaggio moderno dell’architettura. Torino: Einaudi.