galleria gentili

GIRA LA TESTA

Nick Bötticher, Beate Engl, Leonie Felle, Franka Kaßner, Alexander Laner, Marco Schuler, Michael Schrattenthaler, Mitra Wakil, Tim Wolff, ZeytmitRosa (Rosanna Schumacher & Johanna Zey)

Mostra curata da Olaf Metzel
21 maggio – 30 giugno 2011
Galleria Gentili, Prato

Bacetto a sinistra, bacetto a destra. Il solito rituale di saluto. Una volta, due volte, quattro volte? Si fa presto ad andare fuori tempo! Con l’opera in video „BussiBussi“ il duetto di artisti ZeytmitRosa sperimenta per quanto tempo si resiste a baciarsi. Dopo un po’ di tempo i movimenti diventano meccanici, la mimica appare forzata e il rituale sembra senza fine.
46 minuti: dovrebbe bastare.

Nell’opera „Müzik Siti“, Tim Wolff si dedica alla vita notturna incredibilmente vivace delle strade di Istanbul. Si attraversa la notte con i musicisti: bar, locali su terrazze a tetto, caffè, scene di strada in una metropoli. Gridi, sirene, frastuono di motori e brandelli di conversazioni diventano Beats, brevi frammenti di film girati velocemente diventano Snares und Hi-Hats, lenti frammenti diventano contrabbassi. Per ogni tonalità, l’immagine rimane visibile. Videoclip o Video-collage?

Nell’opera „Einer für alle“ („Uno per tutti“) di Beate Engls, una bandiera rossa a forma di gagliardetto ruota in un secchio di zinco. Attraverso il movimento oscillante, la bandiera si dispiega e l’osservatore automaticamente retrocede. Allo stesso tempo, rimane un suono ritmico e monotono che potrebbe essere il rumore di una macchina o una parata militare.

Una normale situazione di ogni giorno in ufficio: una pila di libri e una tazza di caffè appoggiata lì. L’insolito è cha la tazza si gira all’indietro in un secondo, come un orologio. Il titolo dell’opera di Michael Schrattenthaler è „Nero e dolce“.

In una bicicletta da corsa caduta a terra, una batteria nascosta avvia il dispositivo della catena, provvista di pick-up del giradischi, facendo risuonare nell’aria „La Traviata“ di Maria Callas. Con le sue poetiche trasformazioni di oggetti prodotti industrialmente, Alexander Laner regala delle impressioni in contesti assurdi e sorprendenti.

„Auroritratto“ di Leonie Felle è un diario visuale da foto istantanee (Polaroid). La macchina fotografica accompagna atmosfere, sensazioni e impressioni che si specchiano nel viso dell’artista stessa. Con circa 600 fotografie essa fissa i suoi ricordi degli ultimi cinque anni – dalla vita privata in situazioni quotidiane, da viaggi, da momenti con la famiglia o con gli amici.

Una revisione contemporanea: le bambole Matriosche hanno cambiato la veste a connotazione folcloristica e soltanto il viso è marcato, mediante una perforazione all’altezza degli occhi. L’oscillazione fra le culture è l’elemento centrale nella „Figura blù“ di Mitra Wakil. Essa cerca, mediante questo, “di riflettere sulle cose che ho vissuto e di portarle ad una forma raggiungibile e accessibile anche per gli altri.“

„Lambo“ di Marco Schuler è un oggetto da parete a forma di cuscino, fatto con un telone da camion stampato su cui due buchi sembrano occhi infossati. Se lo si gira, sembra di vedere una Lamborghini che brucia. Oggetto di tutti i giorni, relitto, feticcio o simbolo poetico?

La palma è un fiore? Esistono piante nere? La “Natura morta di fiori” di Franka Kaßner pone domande e dà alcune risposte: non è questione di conoscenza della botanica o di amore per la natura. Questo è l’aspetto delle piante alle quali è stata tolta la natura e che non è possibile guardare con devota contemplazione. Davvero una natura morta: nera, morta, irrigidita, “nature morte”.

Situazioni o cose che spesso ti passano davanti inosservate e che diventano oggetti che forse richiedono un secondo sguardo. Reperti, oggetti di tutti i giorni, che stupiscono o addirittura sbalordiscono, come il “swoosh” di Nick Bötticher. Attaccapanni o logo?

Anche laddove non sia riconoscibile nessuna attività connessa, esiste un percorso, attraverso il proprio movimento, fra e con le singole opere. Che siano salti in aria contro la caduta libera o frammenti di movimento, la decisione è dello spettatore.
„Gira la testa“ come invito? Rimane la domanda perennemente aperta sul motivo del movimento: gira nella testa? Si muove la testa propria o è l’ambiente a girare? Ci sono confini o tutto svanisce? Ci saranno sempre più domande che risposte.
Quello che conta è la propria opera ed il dialogo artistico. Una vivace scena artistica deve rinnovarsi e re-inventarsi continuamente. Condizioni sempre mutevoli della produzione artistica e della società, come confronto con se stesse, con tendenze e movimenti contro-corrente, in rapido cambiamento. Tuttavia, come Bill Copley scriveva, „soltanto quando si sa che cosa l’arte non è, si ha tutto il mondo aperto davanti.“ Perché non solo mediante la globalizzazione i confini tra i media sono diventati confusi – Crossover e tutto va.


Gli artisti che partecipano alla Mostra provengono da Germania, Austria, Italia, Romania e Afghanistan. Tutti hanno studiato a Monaco di Baviera e là vivono e lavorano.

“GIRA LA TESTA“

Nick Bötticher, Beate Engl, Leonie Felle, Franka Kaßner, Alexander Laner, Marco Schuler, Michael Schrattenthaler, Mitra Wakil, Tim Wolff, ZeytmitRosa (Rosanna Schumacher & Johanna Zey)

Art Exhibition organized by Olaf Metzel

May 21 – June 30, 2011

Galleria Gentili, Prato

Kiss on your right cheek, kiss on your left cheek. The usual greeting exchange.
Once, twice, four times? You easily go out of time! With the video-work „BussiBussi“
the artist duet ZeytmitRosa is testing for how long you can go on kissing each other. After some time, movements get mechanical, facial expressions appear forced and the ritual seems to be never-ending.
46 minutes: it should be enough.

With his work „Müzik Siti“, Tim Wolff observes the incredibly colourful nightlife in the streets of Istanbul. The night is spent with musicians: bars, roof-garden pubs, coffeehouses, and street scenes in a metropolis. Screams, sirens, motor noises and pieces of conversations become Beats, short fragments of films, quickly shot, become Snares and Hi-Hats, slow fragments become double basses. For each tonality, the image remains visible. Video-clip or Video-collage?

In the work „Einer für alle“ („One for all “) by Beate Engls, a pennant-shaped red flag is rotating in a zinc bucket. Through its swinging movement the flag extends and the observer automatically moves backwards. At the same time a rhythmic and monotonous sound is still heard: it might be the noise of a machine or a military parade.

A normal daily life situation: a pile of books and an empty coffee cup. The unusual event is that the cup turns backwards in a second, like a clock. The title of this work by Michael Schrattenthaler is „Black and sweet“.

A racing bicycle fallen to the round, a hidden battery starts a chain device equipped with a pick-up, and a music is suddenly heard in the air: it is „La Traviata“ by Maria Callas. With his poetical transformations of industrially manufactured products, Alexander Laner offers impressions in absurd and surprising environments.

“Self-portrait” by Leonie Felle is a visual diary of snapshots (Polaroid). The camera accompanies atmospheres, sensations and impressions that are reflected in the artist‘s face. With approximately 600 photos, she fixes her memories of the last five years – from her private life in daily situations, from trips, from moments with her family or friends.

A contemporary review: Russian dolls have changed their folk dress and only the face is marked through a perforation at the eye height. The swinging among cultures is the central element in „Blue figure“ by Mitra Wakil. Through it, she tries “to think about the things I have lived and to bring them to a form that the others can reach and approach.“

„Lambo“ by Marco Schuler is a wall object in the shape of a pillow, made with a printed truck tarpaulin, on which two holes resemble sunken eyes. If you turn it, you think you see a burning Lamborghini. Every day object, flotsam and jetsam, fetish or poetical symbol?

Is palm a flower? Do black plants exist? “Flower still life” by Franka Kaßner asks questions and gives some answers: it is not a question of botanical knowledge or love for nature. This is how plants look when nature was removed from them and it is therefore impossible to look at them with a devotional contemplation. A true still life: black, dead, stiff, “nature morte”.

Situations or things that just step in front of you unobserved and then become objects that maybe deserve a second glance. Findings, objects of your daily life that amaze or surprise you, such as the “swoosh” by Nick Bötticher. Clothes hanger or logo?

Even where no connected activity can be recognized there is a route, through its own movement, among and with the single works. They may be jumps against the free fall, they may be fragments of movement: the decision is up to the observer.
„Gira la testa“ as an invitation? But there is a perpetually open question about the theme of movement: does it turn in your head? Does your own head turn or is the environment turning? Are there borders or does everything vanish? There will always be more questions than answers.
Your own work and the artistic dialogue count, as a matter of fact. A lively artistic scene must renew and re-invent itself all the time. Ever-changing conditions of the artistic production and of the society, as a comparison with themselves, with trends and against-the-stream movements, in a rapid change. And how Bill Copley would write, however, „only when you know what art is not, you have the world open in front of you.“ Not only through globalisation the borders among media have become confused – Crossover and anything goes.


The artists who participate in this Exhibition come from Germany, Austria, Italy, Rumania and Afghanistan. All have studies in Munich and all live and work there.