galleria gentili

Vuoto occidentale/orientale

CARLO GUAITA
NORIYASU SODA

16 Dicembre 2017 - 2 Marzo 2018
Inaugurazione: 16 Dicembre, 18:30


Nella mostra “Vuoto occidentale/ Vuoto orientale” Galleria Gentili presenta opere di Carlo Guaita e Noriyasu Soda, un artista italiano e uno giapponese.

Oriente e Occidente, lontani, distinti, ma dal confine sfuggente, si nutrono di un continuo confronto culturale. I titolo della mostra cita, volutamente il libro di poesie di Johann Wolfgang von Goethe - “Divano occidentale-orientale” .

L’elemento estetico “orientale” presuppone che il vuoto sia generatore e affermativo, cioè presente; l’attenzione è tutta posta al vuoto stesso, ed è questo che creerà il suo opposto, quasi come se il vuoto fosse presente e il pieno assente. E’ il vuoto ad indicare il pieno.

Nel vuoto “occidentale” il percorso è inverso, in genere sarà il toglimento e la eliminazione del pieno che determinerà il vuoto. Questo sarà il rimanente indicativo di qualcosa che c’era prima e sarà visto come una mancanza. Il vuoto “occidentale” è negativo, di assenza.

Noriyasu Soda usa lo smalto per creare i suoi lavori. Nella cultura giapponese, lo smalto non è semplicemente un materiale o una tecnica, ma assume addirittura dei significati simbolici. Grazie alla stesura di uno strato lucente nei colori oro, nero e rosso, ma anche nelle tonalità perlacee, la superficie di un oggetto (nel nostro caso, il supporto di un quadro) viene sublimata fino a renderla irriconoscibile. Anche quando si indurisce, lo smalto continua a costituire una superficie densa, simile a un fluido. Essa è in grado di apparire come uno specchio, come un luccichio. Per questo, i quadri di Noriyasu Soda, alcuni dei quali di piccolo formato, presentano superfici di infinita profondità e grande capacità di suggestione, come lo specchiarsi del mitico Narciso, che lo fece innamorare di se stesso.

Carlo Guaita, nei suoi lavori monocromi, lavora per aggiunte, stratificando sottili strati di vernice finale semitrasparente nera, in modo da non creare immagini ma, insistendo sulle assenze, dare una sorta di forte presenza, un vuoto-saturo. I suoi non sono monocromi in toglimento ed eliminazione ma in aggiunta e ripetizione.

Nel caso di Soda e Guaita, che lavorano entrambi sul monocromo, l’uno, dal vuoto/pieno orientale si muove e guarda all’occidente e l’altro, dal vuoto/vuoto occidentale si muove e guarda all’oriente, lo scopo è per entrambi lo stesso: dare pienezza al vuoto.

Vuoto occidentale/orientale

CARLO GUAITA
NORIYASU SODA

December 16, 2017 - March 2, 2018
Opening : December 16, 18:30


In the exhibition “Vuoto occidentale/ Vuoto orientale”, Galleria Gentili presents works by Carlo Guaita and Noriyasu Soda, an Italian artist and a Japanese artist.

East and West, distant, distinct, but with an elusive border, feed each other in a continuous cultural comparison. The title of the exhibition mentions, intentionally, the book of poetry by Johann Wolfgang von Goethe - “Western-oriental sofa”.

The “oriental” aesthetic element presupposes that the void is both generative and affirmative, i.e., present; all of the attention is placed on the void itself, and this is what creates its opposite, almost as if the void were present and the fullness were absent. It is the void that indicates the fullness.
In the “western” void the path is the inverse. Generally, it is by removing and eliminating the fullness that the void is determined. This will be the remainder, indicative of something that was there before and will be seen as a lack. The “western” void is negative, one of absence.
Noriyasu Soda uses enamel to create his works. In Japanese culture, enamel is not simply a material or a technique, but also takes on symbolic meanings. Thanks to the application of a shiny layer in gold, black and red, but also in pearly tones, the surface of an object (in our case, the support of a painting) becomes sublimated to the point of being unrecognizable. Even when it hardens, the enamel continues to form a dense surface, similar to fluid. It has the capacity to look like a mirror, like something shimmering. For this reason, the paintings by Noriyasu Soda, some of which are small in size, have surfaces with infinite depth and great capacity for suggestion, like the mirroring of the mythical Narcissus, who fell in love with himself.

Carlo Guaita, in his monochromatic pieces, works by adding, by stratifying thin final layers of semi-transparent black paint, so as not to create images but, insisting on absences, providing a sort of strong presence, a saturated void. His monochromes are not made by removing and eliminating but by adding and repeating.

In the case of Soda and Guaita, who both work in monochrome, the one, from the eastern void /fullness moves and looks to the west, and the other, from the Western void/void, moves and looks to the east. Both have the same aim: to give fullness to the void.